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E' evidente che Bentham non ha semplicemente immaginato una struttura architettonica (in cui la cura e l'attenzione alla struttura in tutte le sue parti si iscrive nella convinzione dell'importanza dell'ambiente) destinata a risolvere un problema preciso, come quello della prigione, o della scuola, o degli ospedali, ma ha trovato una tecnologia di potere  capace di risolvere i problemi di sorveglianza . Una nuova legislazione o una nuova Costituzione non erano sufficienti alla borghesia per garantirgli l'egemonia . Era necessario inventare una nuova tecnologia che garantisse l'esercizio del  potere(8) sulla totalità del corpo sociale . Questa fu la rivoluzione politica della borghesia : instaurare una egemonia sociale attraverso le tecnologie di potere ; costruire delle macchine di potere che, oltre a garantire un continuo  profitto, al contempo rinforzavano e modificavano i dispositivi del potere stesso in maniera mobile e circolare, per trasformazioni successive. Un potere che organizza lo spazio, che guarda, che immobilizza, in una parola un potere disciplinare(9) . Le mutazioni economiche del  XVIII secolo  avevano reso necessario fare circolare gli effetti di questo potere attraverso  canali sempre più stretti, fino ad arrivare agli stessi individui, ai loro corpi, ai loro gesti, a ciascuna delle loro azioni  quotidiane . Bentham traduce l'esigenza in progetto : una visibilità organizzata interamente attorno allo sguardo che domina e sorveglia una molteplicità di uomini in modo  efficace come se venisse esercitato su un solo individuo. "Tutta la sua essenza consiste nella posizione centrale dell'ispettore, unita a quei dispositivi conosciuti ed efficaci che permettono di vedere senza essere  visti" (10). L'individuo rinchiuso nella cella deve sentirsi permanentemente controllato senza che possa verificare di esserlo per davvero . Il progetto benthamiano si risolve in una "visibilità universale" a profitto di un potere rigoroso e meticoloso : è l'idea tecnica dell'esercizio di un "potere onniveggente".

La Francia post-rivoluzionaria(11) accolse con favore  il progetto del panopticon. Anzitutto condivise l'ossessione per le zone d'ombra e la dissoluzione della cortina di oscurità che faceva da ostacolo all'intera visibilità delle cose, delle persone, delle verità. Illuminante l'intuizione di Foucault del bisogno, percepito dagli individui di quel periodo, di dissolvere i "frammenti di notte" che si opponevano alla luce, di fare in modo che non ci fossero più spazi d'ombra nella società, di demolire le "camere oscure" in cui si fomentavano l'arbitrarietà politica, i capricci del monarca, le superstizioni religiose, i complotti dei tiranni e dei preti, le illusioni dell'ignoranza, le epidemie . L'obiettivo era  imporre la trasparenza e la visibilità dello spazio.  Nel "regno dell'opinione", il potere, che non tollerava delle regioni d'ombra, doveva essere esercitato per il solo fatto che le cose erano conosciute e che le persone erano viste attraverso una sorta di "sguardo immediato", collettivo e anonimo. L'interesse al progetto di Bentham fu quindi dovuto al fatto che egli forniva, applicabile a molti ambiti diversi, la formula di un "potere per trasparenze", un assoggettamento grazie alla "messa in luce" , uno spazio di "leggibilità dettagliata " creato essenzialmente attraverso lo sguardo, ed accentuato dalla parola ("per risparmiare all'ispettore lo sforzo di alzare la voce per essere ascoltato e per impedire ai prigionieri di sapere che è occupato con un altro prigioniero più lontano, si potrebbe istallare un piccolo tubo di stagno in ogni cella fino alla residenza centrale, passando per l'area intermedia, e salendo fino alla finestra corrispondente della residenza. Questo dispositivo permetterebbe di udire il più leggero rumore da una estremità all'altra, soprattutto se si applica il tubo all'orecchio"(12)). Sguardo e parola, quindi, come mezzi per soddisfare il principio fondante dell'intero progetto : l'importanza della dissuasione. Bisogna essere incessantemente sotto gli occhi di un ispettore per arrivare a perdere la volontà di fare il male e quasi il pensiero di volerlo: non bisogna  solo impedire alla gente di fare il male, bisogna anche togliergli la voglia di commetterlo .

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