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Bentham, violentemente ostile al gigantesco sperpero costituito ai suoi occhi dalla deportazione, nel 1786 propone il Panopticon,  ovvero  il progetto di una casa d'ispezione fondata sul principio dell'ispezione centrale, della sorveglianza generalizzata e di una rigorosa organizzazione dello spazio. Il principio del progetto architettonico è noto: alla periferia una costruzione ad anello; al centro una torre tagliata da larghe finestre che danno sulla facciata interna dell'anello; l'edificio periferico è diviso in celle, che occupano ciascuna tutto lo spessore della   costruzione ; esse hanno due finestre, una aperta verso l'interno, che corrisponde alle finestra della torre ; l'altra, verso l'esterno, permette alla luce di attraversare la cella da parte a parte"(1). Il sorvegliante dalla torre centrale ("l'apparente onnipresenza dell'ispettore…unita all'estrema facilità della sua presenza reale"(2) costituisce il fulcro dell'esercizio del potere) controlla ogni cella, in cui è possibile  rinchiudere "un folle, un malato, un condannato, un operaio o uno scolaro" . Per l'effetto di controluce, dalla torre si vedono le sagome prigioniere nelle celle della periferia, che si stagliano nella luce :  "unità spaziali che permettono di vedere senza interruzione e di riconoscere immediatamente" .

Poco importa a Bentham la morale o l'umanità; ciò che gli importa davvero è l'efficacia al minor costo, in nome dell'utile . Nella sua ottica, le regole morali e giuridiche devono servire a procurare  il massimo della felicità possibile al più gran numero possibile di uomini . Se la felicità, intesa come sinonimo di piacere, è, dentro la sfera della sensibilità, un bene misurabile, proprio com'è misurabile dal denaro il valore della merce o del lavoro, allora si può misurare l'utilità di un'azione in base al piacere o al dolore (quantificati nella sua "tavola per le misurazioni") che produce nel sistema di scambi tra individuo e società(3). Questa aritmetica degli interessi, applicata dal filosofo alla quotidianità della propria esistenza, è alla base della sua analisi della filosofia del diritto penale : punire un delinquente che ha causato sofferenza, significa, oggettivamente, aumentare le sofferenze nel mondo, a meno che la punizione inflitta non sia un mezzo per evitare una sofferenza più grande o per aumentare la felicità generale . La pena, dunque, non deve mirare al castigo del delinquente (tutti gli attentati al corpo sono contrari all'utile che può derivare dall'impiego della sua forza produttiva) ma a fornire, a lui e agli altri cittadini, vari deterrenti per non incorrere nel crimine, e cioè per non causare altra sofferenza .


La riduzione, che operò Bentham, della morale ad aritmetica del piacere rispondeva perfettamente alle leggi interne della nascente società industriale, che richiedeva di spazzare via le remore della vecchia morale, intrisa di pregiudizi religiosi, per sostituirla con i principi dell'utilità. Il fine della società non è, per Bentham, la crescita della libertà, ma la crescita della felicità, e non sempre la libertà è necessaria alla felicità.

Da questa ideologia nasce il progetto di una nuova forma di prigione, il panopticon  (termine, derivato dal greco, che significa un edificio in cui è possibile vedere tutto da un solo centro visuale),in cui il carceriere, seduto al centro, può vedere, restando al suo posto, tutte le celle, disposte a cerchio e, dentro le celle, i detenuti, senza che questi possano vedere lui . "In una parola, penso che si potrebbe applicare, senza nessuna eccezione, in tutti gli edifici dove un certo numero di persone devono essere tenute sotto controllo in uno spazio non troppo vasto da coprire o dominare con altri   edifici . Poco importa se lo scopo dell'edificio è diverso o anche opposto: sia che si tratti di punire i criminali incalliti, sorvegliare i pazzi, riformare i viziosi, isolare i sospetti, impiegare gli oziosi, mantenere gli indigenti, guarire i malati, istruire quelli che vogliono entrare nei vari settori dell'industria, o fornire l'istruzione alle future generazioni : in una parola sia che si tratti delle prigioni a vita, nella camera della morte, o di prigioni d'isolamento prima del processo, o penitenziari, o case di correzione, o  case di lavoro, o  fabbriche, o  manicomi, o  ospedali, o  scuole . E' ovvio che, in tutti questi esempi, lo scopo dell'edificio sarà tanto più perfettamente raggiunto se gli individui che devono essere controllati saranno il più assiduamente possibile sotto gli occhi delle persone che devono controllarli . L'ideale, se questo è lo scopo da raggiungere, esigerebbe che ogni individuo fosse in ogni istante in questa condizione . Essendo questo impossibile, il meglio che si possa auspicare è che in ogni istante, avendo motivo di credersi sorvegliato, e non avendo i mezzi  di assicurarsi il contrario, creda di esserlo"(4). Bentham ha fiducia nella potenza di un controllo di tutti gli istanti, di un controllo del corpo e della mente che non possono sfuggire all'influenza di un ambiente completamente condizionato. Rinchiudere per rieducare, è questa l'esigenza di fondo del potere che vuole dominare gli individui nel corpo e nella coscienza . Il filo, quindi, che unisce la disciplina delle prigioni a quella dell'esercito, la disciplina delle officine a quella degli ospedali è la molteplicità delle tecniche di assoggettamento dei corpi da parte del potere e la manipolazione delle coscienze(5).

"Ciò che è anche importante è che per una porzione di tempo la più lunga possibile, ogni uomo sia realmente sotto sorveglianza . Ne deriva che in  tutte le applicazioni del principio, l'ispettore può avere la sicurezza che la disciplina ha realmente l'effetto che gli ha assegnato"(6) . Uno dei principi conduttori della casa d'ispezione è l'intera visibilità dei corpi, degli individui, delle cose, sotto uno sguardo centralizzato: si divide lo spazio e al tempo stesso lo si lascia aperto per assicurare una sorveglianza che sia insieme globale e individualizzata ."Colui che è sottoposto ad un campo di visibilità, e che lo sa, prende a proprio conto le costrizioni del potere; le fa giocare spontaneamente su se stesso; inscrive in se stesso il rapporto di potere nel quale gioca simultaneamente i due ruoli, diviene il principio del proprio assoggettamento"(7) . La formula benthamiana riassume bene la riforma spaziale delle prigioni nella sua globalità : aprire i luoghi chiusi della detenzione medievale, gli antri oscuri degli antichi spazi penitenziari alla luce, elemento naturale vivificante, per una rigenerazione totale del corpo e dell'anima . Secondo l'interpretazione di Foucault, è come se si invertisse il principio della segreta : la piena luce e lo sguardo di un sorvegliante captano meglio dell'ombra che, in ultima analisi, proteggeva . E' la "trappola della visibilità" .



E' evidente che Bentham non ha semplicemente immaginato una struttura architettonica (in cui la cura e l'attenzione alla struttura in tutte le sue parti si iscrive nella convinzione dell'importanza dell'ambiente) destinata a risolvere un problema preciso, come quello della prigione, o della scuola, o degli ospedali, ma ha trovato una tecnologia di potere  capace di risolvere i problemi di sorveglianza . Una nuova legislazione o una nuova Costituzione non erano sufficienti alla borghesia per garantirgli l'egemonia . Era necessario inventare una nuova tecnologia che garantisse l'esercizio del  potere(8) sulla totalità del corpo sociale . Questa fu la rivoluzione politica della borghesia : instaurare una egemonia sociale attraverso le tecnologie di potere ; costruire delle macchine di potere che, oltre a garantire un continuo  profitto, al contempo rinforzavano e modificavano i dispositivi del potere stesso in maniera mobile e circolare, per trasformazioni successive. Un potere che organizza lo spazio, che guarda, che immobilizza, in una parola un potere disciplinare(9) . Le mutazioni economiche del  XVIII secolo  avevano reso necessario fare circolare gli effetti di questo potere attraverso  canali sempre più stretti, fino ad arrivare agli stessi individui, ai loro corpi, ai loro gesti, a ciascuna delle loro azioni  quotidiane . Bentham traduce l'esigenza in progetto : una visibilità organizzata interamente attorno allo sguardo che domina e sorveglia una molteplicità di uomini in modo  efficace come se venisse esercitato su un solo individuo. "Tutta la sua essenza consiste nella posizione centrale dell'ispettore, unita a quei dispositivi conosciuti ed efficaci che permettono di vedere senza essere  visti" (10). L'individuo rinchiuso nella cella deve sentirsi permanentemente controllato senza che possa verificare di esserlo per davvero . Il progetto benthamiano si risolve in una "visibilità universale" a profitto di un potere rigoroso e meticoloso : è l'idea tecnica dell'esercizio di un "potere onniveggente".

La Francia post-rivoluzionaria(11) accolse con favore  il progetto del panopticon. Anzitutto condivise l'ossessione per le zone d'ombra e la dissoluzione della cortina di oscurità che faceva da ostacolo all'intera visibilità delle cose, delle persone, delle verità. Illuminante l'intuizione di Foucault del bisogno, percepito dagli individui di quel periodo, di dissolvere i "frammenti di notte" che si opponevano alla luce, di fare in modo che non ci fossero più spazi d'ombra nella società, di demolire le "camere oscure" in cui si fomentavano l'arbitrarietà politica, i capricci del monarca, le superstizioni religiose, i complotti dei tiranni e dei preti, le illusioni dell'ignoranza, le epidemie . L'obiettivo era  imporre la trasparenza e la visibilità dello spazio.  Nel "regno dell'opinione", il potere, che non tollerava delle regioni d'ombra, doveva essere esercitato per il solo fatto che le cose erano conosciute e che le persone erano viste attraverso una sorta di "sguardo immediato", collettivo e anonimo. L'interesse al progetto di Bentham fu quindi dovuto al fatto che egli forniva, applicabile a molti ambiti diversi, la formula di un "potere per trasparenze", un assoggettamento grazie alla "messa in luce" , uno spazio di "leggibilità dettagliata " creato essenzialmente attraverso lo sguardo, ed accentuato dalla parola ("per risparmiare all'ispettore lo sforzo di alzare la voce per essere ascoltato e per impedire ai prigionieri di sapere che è occupato con un altro prigioniero più lontano, si potrebbe istallare un piccolo tubo di stagno in ogni cella fino alla residenza centrale, passando per l'area intermedia, e salendo fino alla finestra corrispondente della residenza. Questo dispositivo permetterebbe di udire il più leggero rumore da una estremità all'altra, soprattutto se si applica il tubo all'orecchio"(12)). Sguardo e parola, quindi, come mezzi per soddisfare il principio fondante dell'intero progetto : l'importanza della dissuasione. Bisogna essere incessantemente sotto gli occhi di un ispettore per arrivare a perdere la volontà di fare il male e quasi il pensiero di volerlo: non bisogna  solo impedire alla gente di fare il male, bisogna anche togliergli la voglia di commetterlo .



In secondo luogo, tra i rivoluzionari e Bentham c'era una sovrapposizione di interessi sull'idea secondo la quale l'opinione doveva dare impulso ad una nuova giustizia : l'obiettivo non era punire gli individui, ma instillare nelle loro menti il bisogno di non agire male,  in quanto immersi nel "campo di visibilità totale" dell'opinione altrui. Lo sguardo degli altri, il loro discorso, avrebbero dovuto trattenere il soggetto dal fare il male o dal compiere azioni nocive . Era l'illusione del potere, l'illusione di quasi tutti i riformatori del XVIII secolo che hanno attribuito all'opinione una potenza  considerevole . Non potendo l'opinione essere buona dal momento che era la coscienza immediata del corpo sociale nel suo insieme, si credette che le persone sarebbero divenute virtuose per il solo fatto di essere guardate. L'opinione, agli occhi dei riformatori, rappresentava una sorta di riattualizzazione spontanea del contratto sociale. Ma non cogliendo le componenti materiali ed economiche dell'opinione, non si resero conto di un fatto di importanza capitale  l'opinione sarebbe stata necessariamente dominata da interessi economico-politici . Credettero che l'opinione fosse giusta per natura, che si sarebbe diffusa da sé, e che sarebbe stata una sorta di sorveglianza democratica. "Come vedete, do per scontato che essendo state prese le misure necessarie per prevenire ogni evasione e disordine, le porte di questo edificio debbano essere, come dovrebbero esserlo in tutti gli edifici pubblici salvo ragioni speciali, spalancate alla folla dei curiosi, al grande comitato pubblico del tribunale del mondo. E chi mai obietterà una tale pubblicità, dove essa è praticabile, se non quelli che hanno i motivi più forti perché le loro azioni non siano conosciute?"(13). Il panopticon deve essere l'edificio oscuro che controlla i detenuti e "l'edificio trasparente" controllabile dall'intera società .


Il potere non si esercita senza costi . C'è evidentemente il costo economico, ma c'è anche il costo propriamente politico. Il potere monarchico  si perpetrava con l'imposizione della violenza che, per certi versi, rischiava di suscitare delle rivolte, e per altri, a causa del suo carattere discontinuo, implicava fenomeni di resistenza e di disobbedienza di elevati costi politici. La giustizia, applicata solo su una proporzione irrisoria di criminali, si manifestava nella punizione clamorosa, il cui fine era quello di incutere timore in tutti gli altri. La violenza del potere doveva, con la virtù dell'esempio, assicurare delle funzioni di continuità. A questo si opposero i teorici illuministi che criticarono sia il costo politico ed economico dell'esercizio di questo potere, sia i ben miseri risultati : il gran dispendio di violenza, che in definitiva non aveva valore di esempio, non faceva altro che moltiplicare le rivolte. La formula di Bentham era esattamente inversa a quella del potere monarchico, e perfettamente in linea con le esigenze dell'ideologia borghese . Non c'era bisogno di armi, di violenze fisiche, di costrizioni materiali . Solo uno sguardo che sorvegliava e che ciascuno, sentendolo pesare su di sé, avrebbe finito con l'interiorizzare al punto di osservarsi da sé; ciascuno così avrebbe esercitato questa sorveglianza su e contro se stesso . Lo sguardo richiedeva poche spese . Un potere efficace e continuo, quindi, dai costi irrisori.



Il panopticon da l'impressione di essere un mondo infernale al quale nessuno può sfuggire, tanto coloro che sono guardati quanto coloro che guardano . "Un nuovo modo d'ottenere il dominio della mente sopra un'altra mente, in una maniera fino ad oggi senza esempio: e a un grado ugualmente senza precedenti, garantito da chiunque lo scelga contro l'abuso . Questa è la macchina: questo è il lavoro che si può ottenere"(14).  E' una macchina in cui sono presi tutti, tanto coloro che esercitano il potere quanto coloro sui quali questo potere viene esercitato. Il potere non si identifica più sostanzialmente in un individuo che lo possiede o che lo esercita fin dalla nascita, poiché diviene un macchinario di cui nessuno è titolare. Certo, in questa macchina non tutti occupano lo stesso posto, ed alcuni posti sono preponderanti in quanto permettono a degli individui di  esercitare la loro supremazia, ma il potere si dissocia dalla potenza individual . Il funzionamento del panopticon è, da questo punto di vista, un po' contraddittorio . C'è l'ispettore principale che, dalla torre centrale, sorveglia non solo i prigionieri, ma anche i  suoi subalterni, i sorveglianti che collaborano con lui : "…i sotto-guardiani o ispettori, il personale domestico o i dipendenti di qualsiasi genere, si troveranno inevitabilmente sotto lo stesso irresistibile controllo in rapporto al loro capo guardiano o ispettore come i prigionieri o altre persone da sorvegliare lo saranno rispetto a loro "(15) . C'è dunque la sorveglianza dell'ispettore generale sul personale d'inquadramento e, attraverso le finestre della torre, la sorveglianza su tutti, in una successione ininterrotta di sguardi che Bentham ben rappresentò nella frase "ogni compagno diventa un sorvegliante" . Si ha l'impressione un po' vertiginosa di un potere centrale che non può essere affidato a nessuno nella misura in cui nessuno può né deve essere ciò che era il re nel vecchio sistema, ovvero fonte di potere e di   giustizia . Non si deve dare la propria fiducia a nessuno se il potere è gestito come una macchina funzionante attraverso ingranaggi complessi, in cui ciò che è determinante è il posto di ciascuno, non la sua natura . Se la macchina fosse costituita in modo tale che qualcuno ne rimanesse fuori o detenesse da solo la responsabilità della sua gestione, il potere si identificherebbe in un uomo e si ritornerebbe ad un potere di tipo monarchico . Nel panopticon ognuno, a seconda del posto che occupa, è sorvegliato da tutti gli altri o da alcuni degli altri; si ha a che fare con un apparato di sospetto totale e circolante, poiché non vi sono punti assoluti . La perfezione della sorveglianza "è una somma di malanimo", ha sentenziato Foucault .

 


1. Michel Foucault, Sorvegliare e punire, Einaudi, Torino 1995, p.218 .

2. Jeremy Bentham, Panopticon (ovvero la casa d'ispezione), a cura di Michel Foucault e Michelle Perrot, Marsilio Editori, Venezia 1983,  , pag.48 .

3. Un esempio è la proposta di Bentham di dare la caccia ai vagabondi e ai mendicanti . Coloro che li arresteranno saranno premiati  e riceveranno una ricompensa ; gli individui arrestati e rinchiusi, saranno nutriti proporzionalmente al loro lavoro ed in questo modo ne apprezzeranno il prezzo; lo spirito di lavoro sarà promosso attraverso tutto un insieme di pene e di ricompense di cui il salario non sarà che uno dei mezzi . L'obiettivo è disciplinare con e per il lavoro . La società , secondo Bentham, non deve tollerare nulla che non sia utile  ( ovvero produttivo) e che accresca  la ricchezza nazionale .

4. Jeremy Bentham, Panopticon, p.36 .

5. "Come si vede non vi è alcuna differenza sostanziale o ipotizzabile tra la struttura del carcere e quella del manicomio : se nell'ospedale in questione, l'istituzione non smette di "produrre la verità della malattia" incessantemente, nel carcere, invece e allo stesso modo, non si smette di produrre la delinquenza costantemente come "verità" ultima dell'istituzione ". (Ferdinando Sabatino, Evento, struttura e storia in Foucault, CUESP, Milano 1995,p.99)

6. Jeremy Bentham, op. cit. ,  pag.46 .

7. Michel Foucault, Sorvegliare e punire, p.221.

8. "La scelta sostanzialmente discriminatoria compiuta da una classe dirigente nei confronti dei meno abbienti ha bisogno precisamente di un impianto di sapere adeguato per criminalizzare i soggetti dei quali ha potenzialmente timore; ha bisogno di una irrinunciabile medicalizzazione di base, costruita - questo è il dato in sé stupefacente - anche e soprattutto su presupposti sostanzialmente pseudoscientifici, tutte efficaci "invenzioni terapeutiche" finalizzate ad uno scopo ben preciso a livello politico ". (Ferdinando Sabatino, op. cit.,p.97)

9. Interessante, a proposito, la critica  dei contemporanei di Bentham , secondo i quali guardare continuamente un prigioniero grazie ad un cannocchiale sulla sua cella, guidarlo con la voce mediante un tubo, non significava certo assicurarsi del suo miglioramento morale .  Sono soltanto i movimenti fisici che può scoprire questo "dio fittizio" posto nella torre centrale . L'occhio, non penetrando nell'anima, si aggira vagamente sulla superficie dell'uomo fisico . Gli spiritualisti del tempo non potevano ammettere la potenza dell'ambiente sulla sfera psichica, tesi al contrario fondante del "panaptismo" .

10. Jeremy Bentham, op. cit. , pag.46 .

11. Ammiratore di Voltaire e di Helvétius, Bentham non lo era né di Montesquieu né di Rousseau . L'idea di "diritti naturali" gli sembrava un'assurdità come quella di Contratto sociale o di Costituzione politica . Bentham non credeva né alla libertà né all'eguaglianza .  Tutto ciò che si poteva fare, secondo lui, era diminuire l'ineguaglianza . Se, per esempio, la sicurezza e l'uguaglianza si fossero trovate in conflitto, Bentham non avrebbe esitato un momento: era l'eguaglianza che doveva cedere . Ritenendo che il principio dell'eguaglianza contenesse i germi dell'anarchia e della sventura, vi opponeva una società gerarchica che, ai suoi occhi, favoriva l'emulazione e creava una grande massa di aspettative al fine di assorbire l'aggressività e stimolare le energie .

12. Jeremy Bentham, op. cit., pag.38 .

13. Ibid. , op. cit. , pag. 51 .

14. Ibid. , op. cit. , pag.33 .

15. Ibid. , op. cit. , pag.48

 

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