Benvenuti nel segno   Click to listen highlighted text! Benvenuti nel segno Powered By GSpeech

Indice articoli

LAMPO

 

Che il cielo puro mi mandi sul viso

– Questo cielo spazzato da lunghe nubi

– Un vento così forte, profumato di gioia,

Che tutto nasca, mondato dai sogni:

 

Per me nasceranno le umane città

Che un soffio puro ha pulito da brume,

I tetti, i passi, i gridi, i cento lumi,

Rumori umani, quanto consuma il tempo.

 

Nasceranno i mari, l’ondeggiante barca,

Il colpo di remo e i fuochi della notte;

Nasceranno i campi, il giavellotto lanciato;

Nasceranno le sere, stella che a stella segue.

 

Nasceranno il lampo e le ginocchia chine,

L’ombra, l’urto alle svolte della miniera;

Nasceranno le mani, i duri metalli rotti,

Il ferro morso nell’urlo della macchina.

 

Il mondo è nato; fallo durare, vento, nel tuo soffio!

Ma esso muore coperto di fumo.

M’era nato in uno squarcio

Di pallido cielo verde tra le nubi.

 

(Simone Weil, Poesie, Casa Editrice Le Lettere, 1993)

 

[A cura di Roberto Carifi]


 

IL MARE

 

Mare docile al freno, sottomesso in silenzio,

Mare sparso, flutti per sempre incatenati,

Massa offerta al cielo, specchio d’obbedienza;

Vi tesse ogni notte nuove pieghe

La lontana potenza degli astri.

 

Quando il mattino colma l’intero spazio

Lo accoglie rendendo la luce in dono.

Un lampo leggero si posa in superficie.

Si stende in attesa e senza desiderio

Sotto il giorno che cresce, risplende e dilegua.

 

Di riflessi serali luccicherà improvvisa

L’ala sospesa tra il cielo e l’acqua.

I flutti oscillanti e fermi,

Dove ogni goccia sale e ridiscende,

Restano in basso per sovrano decreto.

 

Bilancia dai segreti bracci d’acqua trasparente

Trova in sé la misura, e schiuma, e ferro,

Giustizia invisibile per ogni barca errante. S

ullo scafo un filo azzurro traccia rapporti

Senza errore alcuno nella riga apparente.

 

Mare immenso, sii propizio agli infelici mortali,

Stretti ai tuoi bordi, persi sul tuo deserto.

A colui che affonda parla prima che muoia.

Entra nell’anima, o nostro fratello mare;

Donale la purezza delle tue acque giuste.

 


 

 

GLI ASTRI

 

Astri di fuoco che la notte abitate cieli lontani,

Astri muti che nell’eterno gelo ciechi volteggiate,

Voi strappate ai nostri cuori i giorni trascorsi

E nel domani senza il nostro consenso ci gettate,

Noi piangiamo e le nostre grida verso di voi son vane.

Vi seguiremo, se occorre, le braccia incatenate,

Gli occhi rivolti al vostro puro scintillio dolente.

Al vostro sguardo ogni dolore è niente.

Noi vacilliamo in silenzio sul nostro cammino.

E là, si spalanca nel cuore il loro fuoco divino. 

 

 

Tags:
© 2019 Nel Segno. All Rights Reserved.

Free Joomla! template by L.THEME

Click to listen highlighted text! Powered By GSpeech