Un mese e un giorno, storia del mio assassinio [Ken Saro-Wiwa]

Quello che può fare un uomo sembra nulla. Che importanza ha un filo d'erba? Eppure nel singolo si annida un'energia dirompente che illumina a giorno il buio in cui la moltitudine attende.

"
La vera prigione

Non è il soffitto che gocciola
Né le zanzare ronzanti
Né l'umida e miserevole cella.

Non è la serratura che scatta
quando il secondino ti rinchiude.

Non è il magro pasto
Inadatto a uomo o a bestia
E neppure la vacuità del giorno
Che si tuffa nel vuoto della notte

Non è
Non è
Non è

Sono le bugie che ti son state inculcate
Che hai ascoltato per tutta la vita.

E' il secondino che diviene violento
Ed esegue ordini ignobili
In cambio di un misero pasto.

Il magistrato che mette agli atti
La punizione che sa immeritata.

La rovina morale
L'inettitudine mentale
Che concede al dittatore spuria legittimazione
Codardia mascherata da obbedienza
Che si annida nelle nostre anime umiliate

E' la paura che inzuppa i calzoni
Che non osiamo lavare

E' questo
E' questo
E' questo,

Caro amico, che trasforma il nostro mondo libero
In una squallida prigione.
"

Una canzone, una poesia di Ken Saro-Wiwa.

 

 

 

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