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Sassi che trovo sparsi a riva. Ancora brillanti per l'effetto dell'onda che li ha appena abbandonati. Così sono i racconti di Hemingway. Ed io che cammino a capo chino e li osservo e magari li raccolgo. Non devo tenerli troppo tra le mani altrimenti si asciugano e non sono più così belli.

“Paco, il ragazzo, non aveva mai saputo nulla di tutto questo e non sapeva cosa tutta questa gente avrebbe fatto il giorno dopo e in tutti gli altri giorni che dovevano venire. Non aveva la più pallida idea di come queste persone vivessero realmente né di come potessero finire. Non lo immaginava nemmeno, che un giorno potessero finire. Morì, come dicono in Spagna, pieno d'illusioni. In vita sua non aveva avuto il tempo di perderne nessuna e nemmeno, alla fine, di completare un atto di dolore."

(Ernest Hemingway, I quarantanove racconti, Oscar Mondadori, 2006)

“Erano seduti nella barca, Nick a poppa, suo padre ai remi. Il sole sorgeva dietro le colline. Un pesce persico saltò fuori dall'acqua, formando un cerchio sulla sua superficie. Nick trascinava la mano nell'acqua. Era tiepida, nel freddo pungente del mattino. Quella mattina presto sul lago, seduto a poppa con suo padre che remava, si sentiva assolutamente sicuro che non sarebbe mai morto."

(Ernest Hemingway, I quarantanove racconti, Oscar Mondadori, 2006)

“Nella notte, quando si svegliò, udì il vento tra gli abeti intorno alla casa e le onde del lago che si rompevano sulla riva, e riprese sonno. La mattina c'era un gran vento che soffiava e le onde s'inseguivano, altissime, sulla spiaggia, e lui era già sveglio da un sacco di tempo prima di ricordassi che aveva il cuore spezzato."

(Ernest Hemingway, I quarantanove racconti, Oscar Mondadori, 2006)

“Non si dovrebbe fare mai niente per troppo tempo."

(Ernest Hemingway, I quarantanove racconti, Oscar Mondadori, 2006)

“Ma l'altro odore scompare del tutto, come quando sei stato innamorato: ricordi le cose che sono accadute, ma è impossibile far rivivere quella sensazione."

(Ernest Hemingway, I quarantanove racconti, Oscar Mondadori, 2006)

“Come tutti gli uomini che possiedono una facoltà superiore alle normali esigenze umane, suo padre era molto nervoso. Era anche sentimentale, e come la maggior parte dei sentimentali era insieme crudele e maltrattato."

(Ernest Hemingway, I quarantanove racconti, Oscar Mondadori, 2006)

“Sedevano contro l'albero e stavano in silenzio. Nick si sentiva vuoto e felice."

(Ernest Hemingway, I quarantanove racconti, Oscar Mondadori, 2006)

 

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