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Quando sbucciamo una mela con un coltello affilato, e ci preoccupiamo di non intaccare la polpa, non ci rendiamo conto che è proprio nella buccia che si trovano le proprietà benefiche del frutto. Carver sapeva dove si trovano le proprietà benefiche della vita.

"Non era certo malvagio e neanche cattivo, Ross. - Nessuno è cattivo, - ho detto una volta a Cynthia mentre discutevamo della mia, di relazione."

 (Raymond Carver, Principianti, Einaudi, 2009)

 "«La gente ha bisogno di programmi, - diceva lei. - Bisogna farseli dei programmi. Quando sarò troppo vecchia per fare dei programmi e desiderare qualcosa, allora possono anche farmi una bella iniezione e via». Così diceva ed anche altre cose, perciò ho cominciato a pensare che l'amavo."

 (Raymond Carver, Principianti, Einaudi, 2009)

Possedere la mappa del tesoro, però, non significa possedere il tesoro. La scrittura di Carver possiede sia la lucidità dell'entusiasmo sia la fragilità dell'emozione ma non gli consente di raggiungere un punto di arrivo. Carver è fine a se stesso. 

"Fino a quel momento era riuscito a non subire alcun danno serio da quelle forze che sapeva esistenti e in grado di menomare o rovinare un uomo, appena la fortuna fosse girata e le cose avessero preso d'un tatto un'altra piega."

 (Raymond Carver, Principianti, Einaudi, 2009)

"E intanto, la gente intorno a te continua a chiacchierare e a comportarsi come se fossi la stessa persona che eri ieri, stanotte, cinque minuti fa, e invece tu stai attraversando una crisi profonda, ti senti il cuore a pezzi..."

 (Raymond Carver, Principianti, Einaudi, 2009)

Carver si dimostra straordinario cantore della nostra leggerezza. Anime e corpi fluttuanti descritti ed immortalati nei momenti più intensi delle relazioni umane. Quando siamo innamorati e diamo il meglio e diamo il peggio di noi stessi. 

"Va...benissimo. Millie, ha mai desiderato di essere qualcun'altra, oppure di non essere nessuno, niente, di non esistere per niente? Mi guarda. - No, non posso dire di essermi mai sentita come dice lei. No, e poi se fossi un'altra persona, ho paura che non mi piacerebbe essere quella persona li."

 (Raymond Carver, Principianti, Einaudi, 2009)

"Eccome, dice lui. Mettiti gli stivali e andiamo. Però non si muove dalla finestra, ricordando quella vita passata. Dopo quella mattina sarebbero arrivati i periodi difficili che li attendevano, altre donne per lui e un altro uomo per lei, ma quella mattina, quella mattina li avevano ballato. Avevano ballato e poi si erano appoggiati l'uno all'altra come se quella mattina dovesse durare per sempre e poi si erano messi a ridere per la frittella. Appoggiati l'uno all'altra, avevano riso fino alle lacrime, mentre fuori tutto gelava, almeno per un po'."

 (Raymond Carver, Principianti, Einaudi, 2009)

Il centro, poi, è meravigliosamente colto dall'autore quando tratteggia, con una grazia inarrivabile, la verità di ciò che siamo nel rapporto d'amore.

 "In effetti che ne sappiamo noi dell'amore? - ha proseguito Herb. - E quel che dico, beh, lo dico davvero, se volete perdonarmi la franchezza. Ma, secondo me, siamo tutti nient'altro che principianti, in fatto d'amore. Diciamo di amarci e magari è vero, non ne dubito. Ci amiamo a vicenda e ci amiamo forte, tutti noi. Io amo Terri e Terri ama me e anche voi due vi amate. Sapete, no, di che tipo d'amore parlo? Dell'amore fisico, quell'attrazione verso l'altro, verso il proprio compagno, e anche del semplice amore di tutti i giorni, l'amore per l'essere dell'altro, l'amare il tempo passato insieme, insomma tutte le piccole cose che costituiscono l'amore di tutti i giorni. L'amore carnale, dunque, e, be', chiamiamolo pure l'amore sentimentale, la cura e l'affetto quotidiano per l'altra persona. Ma a volte ho grosse difficoltà a fare i conti con il fatto che devo aver amato anche la mia prima moglie. Però è vero, lo so che è vero."

 (Raymond Carver, Principianti, Einaudi, 2009)

 "- I servi non se la sono mai passata bene, - riprende Herb. - Anche se immagino che pure i cavalieri fossero vascelli di qualcuno. Non era così che funzionava? Ma alla fine, siamo tutti vascelli di qualcun altro. Non è così? Eh Terri? Ma quello che mi piace di più dei cavalieri, oltre alle loro dame, è che avevano quell'armatura, sapete, e così non si potevano fare troppo male."

 (Raymond Carver, Principianti, Einaudi, 2009)

 

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