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Quando pensi che ormai sia troppo tardi, forse ti stai sbagliando.

"Allora ho cercato di raggiungere una conoscenza più profonda e, dedicandomici giorno e notte, ho realizzato in me stesso l'essenza dell'heiho all'età di cinquant'anni."

(Minamoto Musashi, Il libro dei cinque anelli, Mondadori, 1993, pag.6)

Noi cambiamo come le stagioni, ci trasformiamo da vento in tempesta, e poi ancora acqua e polvere, ma c'è qualcosa, dentro, che rimane inalterata e la portiamo con noi, sin dalla nascita, per tutto il corso della nostra esistenza.

"Quattro sono le caste principali a cui gli uomini appartengono per la vita: guerrieri, contadini, artigiani e mercanti. Ciascuna di esse ha la propria Via."

(Minamoto Musashi, Il libro dei cinque anelli, Mondadori, 1993, pag.13)

Se riusciamo ad affinare la nostra sensibilità, possiamo intraprendere percorsi inaspettati.

"Finché non si conoscono gli altri, non è possibile conoscere se stessi: nell'andare da qualche parte c'è sempre la possibilità di sbagliare strada. Se pur ci si applica duramente alla pratica quotidiana, quando lo spirito è fuorviato non percorriamo una Via reale, anche se ne siamo fermamente convinti. Se non ti accerterai continuamente e attentamente che la pratica sia aderente alla realtà, le più piccole deviazioni iniziali tenderanno a portarti sempre più fuori strada. Questa idea deve essere scolpita nel tuo cuore."

(Minamoto Musashi, Il libro dei cinque anelli, Mondadori, 1993, pag.18)

Noi non siamo il frutto di un unico sogno, né di un solo desiderio. Siamo il risultato di scelte continue e di tutte le micro-azioni che ne derivano. Non c'è scampo a questo ossessivo obbligo di scegliere in continuazione.

"C'è un ritmo in ogni cosa. Ma nell'heiho il ritmo non può essere padroneggiato senza una vasta esperienza pratica.

E' chiaro a tutti che nella Via della danza e in quella dei suonatori di strumenti a fiato o a corda esiste un ritmo che governa la buona esecuzione. Anche nelle discipline guerriere esiste un ritmo e un tempismo nell'azione di archi e archibugi e nelle cariche di cavalleria. In ogni destrezza e abilità esiste un tempismo.

...

La tua conoscenza dell'heiho non sarà valida finché non capirai che il ritmo con cui vuoi vincere deve sovrapporsi armonicamente a quello dell'avversario.

L'heiho riserba la vittoria a chi combatte comprendendo il ritmo del nemico, a chi lo attacca senza farsi anticipare e a chi ha compreso cos'è il 'ritmo del Vuoto' "

(Minamoto Musashi, Il libro dei cinque anelli, Mondadori, 1993, pagg.23-24)

Il ritmo è la nostra capacità di agire con una tale padronanza del corpo ed un tale equilibrio dell'anima che il fluire della nostra esistenza assomiglia all'incanto di una musica.

"Colui che desidera dedicarsi a studiare il mio heiho, deve attenersi a quanto segue:

Non coltivare cattivi pensieri.

Praticare costantemente la Via di Niten Ichi-ryu.

Interessarsi attivamente alle altre Vie.

Conoscere le varie professioni.

Rispettare gli affari commerciali degli altri.

Sviluppare il giudizio intuitivo e la comprensione.

Intuire le cose che non si vedono.

Essere accurato anche nelle inezie.

Non impegnarsi in operazioni inutili."

(Minamoto Musashi, Il libro dei cinque anelli, Mondadori, 1993, pagg.24-25)

"Nell'heiho l'attitudine dello spirito non subisce variazioni a causa dele diverse situazioni: nella routine di tutti i giorni come nei momenti eccezionali del combattimento, sarai esattamente la stessa persona. Solo stai attento a percepire sempre la realtà da un punto di vista elevato. Affronta la situazione senza tensione, ma anche senza essere avventato: tieni la mente al centro, senza oscillazioni. Sii calmo di spirito e non ti distrarre assolutamente. Devi essere fluido e sensibile, libero e aperto.

...

Amplia la tua conoscenza e riconosci la giustizia e l'ingiustizia del mondo; comprendi altrettanto Dio quanto la peggiore delle cose; inoltrati sulla Via di varie arti e abilità. Quando non potrai più essere deluso da nessuno in assoluto, per la prima volta ti troverai nel cuore del regno dell'heiho."

(Minamoto Musashi, Il libro dei cinque anelli, Mondadori, 1993, pag.34)

La disillusione non né tristezza né malinconia, è solo lucidità di pensiero e limpidezza di visione. Non siamo all'illuminazione della mente vuota. Siamo alla disinvoltura nella continuità. 

"Se non riesci a intuire le intenzioni del nemico, allora puoi usare il metodo «muovere l'ombra». Quando non hai alcun elemento utile per determinare le intenzioni del nemico in una battaglia, mostra di voler attaccare con grande energia e allora potrai conoscere i suoi progetti."

(Minamoto Musashi, Il libro dei cinque anelli, Mondadori, 1993, pagg.70-71)

"Impegnati in combattimento, «passare dal mare alla montagna» significa che non bisogna ripetere frequentemente la stessa tecnica: è tollerabile fare due volte, ma tre è inammissibile. Se un colpo fallisce la prima volta, ripetendolo non dovresti avere più successo di prima. Ogni volta cerca una nuova strada per cogliere l'altro di sorpresa. Se fallirai ancora, dovrai ricercare qualcos'altro di nuovo. Così, se l'avversario si aspetta montagna, dagli mare; se aspetta mare, dagli montagna. Prenderlo di sorpresa è il segreto dell'heiho."

(Minamoto Musashi, Il libro dei cinque anelli, Mondadori, 1993, pag.77)

Tutte queste considerazioni possono essere riadattate alle dinamiche presenti nella vita di tutti i giorni. Per saper leggere nella confusione che ci circonda, bisogna avere alcuni punti di riferimento che diano l'orientamento. Il resto è conseguenza.

"Quando vinci un avversario e ti sembra che lui ne abbia abbastanza, se il suo spirito di combattimento non è stato distrutto nel profondo del cuore, egli non accetterà la sconfitta. «Andare fino in fondo» significa non abbandonarti al sentimento di vittoria e uccidere totalmente il suo spirito di combattimento. Devi sconfiggerlo fin nel profondo dell'anima ed essere molto sicuro di esserci riuscito."

(Minamoto Musashi, Il libro dei cinque anelli, Mondadori, 1993, pag.77)

Due considerazioni.

La prima: se solo non la intendessimo come metafora, dove porteremmo il mondo? 

La seconda: se non avessi già applicato questa regola, sarei qui a scrivere?

 

 

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