1Q84 [Murakami Haruki]

La scatola è nelle mani del prestigiatore. Soltanto un spirito di pura finezza scopre il trucco.

"- E poi... - aggiunse l'autista guardando nello specchietto retrovisore. - Le consiglierei ti tenere a mente un fatto, e cioè che le cose sono diverse da come appaiono."

(Murakami Haruki, 1Q84, Giulio Einaudi editore, Milano 2011, pag.13)

Il lettore può calarsi nel racconto e comprenderne i movimenti più profondi soltanto se riesce ad ammortizzare l'urto della fantasia. Si abbandona la compensione a livello mentale e le raffigurazioni che ne derivano, per passare ad un impatto sulla coscienza. Non si ragiona mentre si legge; solo emozioni.

 "Era come se qualcosa si fosse insinuato attraverso una piccola fessura e tentasse di riempire un vuoto che c'era dentro di lui. Ecco cosa provava. Non si trattava di un vuoto provocato da Fukaeri. Esisteva dentro di lui da tempo incalcolabile. Lei vi aveva proiettato sopra una luce speciale, illuminandolo."

(Murakami Haruki, 1Q84, Giulio Einaudi editore, Milano 2011, pag.63)

In ogni pagina, tra le parole, c'è sempre qualcosa di più profondo che va oltre la decifrazione in immagini nate dalla lettura. Lo sguardo spesso si perde nello spazio bianco e vuoto della pagina.

"Tu lo sai, caro Tengo, qual è la più grossa differenza tra talento e intuito?
- Non saprei.
- E' che per quanto uno possa essere dotato di talento, non è affatto sicuro che avrà da mangiare a sufficienza, mentre uno che possiede intuito non avrà mai problemi a pagarsi il pranzo."

(Murakami Haruki, 1Q84, Giulio Einaudi editore, Milano 2011, pag.85)

La scatola è sempre nelle mani del prestigiatore, ma è come se non mi importasse più di soprire il trucco. Il trucco quasi non ha importanza. Si rimane con i piedi ad aspettare le onde ed il brivido che portano appresso.

"Ma un giorno Tengo si accorse che quando dal mondo dei romanzi tornava in quello reale, non provava lo stesso senso di amara delusione di quando rientrava dal mondo della matematica. Perché? Ci rifletté a lungo e infine giunse ad una conclusione. Nella foresta dei romanzi, per quanto il nesso tra le cose potesse sembrare evidente,non succedeva mai di ricevere una risposta chiara. Era quella la differenza con la matematica. Il ruolo del romanzo, per dirla in modo sommario, era quello di mutare un problema, dandogli una forma diversa."

(Murakami Haruki, 1Q84, Giulio Einaudi editore, Milano 2011, pag.225)

"- Anche a me piace leggere libri di storia, perchè c'insegnano che noi uomini siamo sempre gli stessi, oggi come allora. Per quanto possano essere mutati l'abbigliamento e gli stili di vita, nel modo di pensare e di agire non ci sono grandi differenze. L'essere umano alla fine è solo un veicolo, un tramite per il patrimonio genetico. I geni si trasmettono viaggiando attraverso di noi da generazione a generazione, sostituendoci come si fa con i cavalli quando non possono correre più. Non si preoccupano affatto di ciò che è bene e di ciò che è male. Se noi siamo felici o infelici non li riguarda. Non siamo altro che un mezzo. Hanno considerazione soltanto per quello che può essere utile a loro."

(Murakami Haruki, 1Q84, Giulio Einaudi editore, Milano 2011, pag.268)

Il prestigiatore riesce a tirar fuori dalla scatola una quantità di cose incredibili. Sono troppe e troppo grandi, non possono stare dentro uno spazio così piccolo!

"Forse le persone, regolando il tempo in modo così arbitrario, regolano anche il significato della propria esistenza. In altre parole, contribuendo a plasmarlo, riescono a mantenere, seppure a fatica, la propria sanità mentale."

(Murakami Haruki, 1Q84, Giulio Einaudi editore, Milano 2011, pag.341)

"Che lui faccia discorsi logici e a loro supporto presenti delle prove, non conta nulla. Le persone proteggono il proprio equilibrio mentale rimuovendo tutte le immagini che le raffigurano come deboli e insignificanti."

(Murakami Haruki, 1Q84, Giulio Einaudi editore, Milano 2011, pag.540)

"Ha presente i versi di quella canzone? Without your love, it's a honky-tonk parade -. L'uomo canticchiò brevemente il motivo. - Senza il tuo amore, sarebbe tutto una messinscena da quattro soldi."

(Murakami Haruki, 1Q84, Giulio Einaudi editore, Milano 2011, pag.565)

Il prestigiatore tiene in pugno la nostra attenzione soltanto perchè è riuscito a tenere in pugno le nostre emozioni, i nostri desideri e forse anche parte dei nostri sogni.

"Perchè un uomo possa vivere, ha bisogno di queste immagini. Immagini che possiedono un significato che non si può spiegare a parole. Ecco, ognuno di noi vive per dare una spiegazione a quel qualcosa che le immagini tentano di insegnare."

(Murakami Haruki, 1Q84, Giulio Einaudi editore, Milano 2011, pag.630)

Siamo sull'ultima linea. Non è quella che demarca; è quella che impone di dare un senso al trascorso.

"«Ma non importa . Non devo temere. Se riuscirò a non dimenticare questo tepore, a non perdere questo sentimento, qualunque cosa mi attenda, sopravviverò a questo mondo con due lune, e troverò la strada da percorrere."

(Murakami Haruki, 1Q84, Giulio Einaudi editore, Milano 2011, pag.718)

La scatola è nelle mani del prestigiatore. La scatola sei tu.

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