Benvenuti nel segno   Click to listen highlighted text! Benvenuti nel segno Powered By GSpeech

La democrazia antica si fondava sul principio secondo il quale i problemi che riguardavano la comunità  andavano risolti collettivamente. Al termine del dibattito, la decisione presa risultava una confluenza tra l'interesse dei governanti e quello dei governati: l'arbitrio individuale si dissolveva all'interno dell'interesse comune sugli affari pubblici. Appartenere alla polis, quindi, significava appartenere ad un gruppo che insieme decideva del proprio  futuro. Il singolo governante "era la  polis" nel senso che era espressione del popolo, era un "rappresentante" che agiva insieme con il popolo,  non un "prescelto" cui, al momento dell'elezione, veniva concessa la facoltà di esercitare il potere senza rendere conto a nessuno. Il governante era parte integrante ed integrata del processo decisionale collettivo, ed il privato dei suoi interessi e del suo agire non poteva divergere da quello dell'intera comunità. Il governante condivideva il potere con i governati, e la decisione presa collettivamente si fondava sull'isonomia, l'eguaglianza degli individui di fronte alla legge, uno dei principi fondamentali della democrazia presso gli antichi Greci. Al fine di controllare  l'esercizio del potere, tutte le decisioni venivano prese in  comune ed  ogni incarico, all'interno della città, veniva assegnato  attraverso il  sorteggio. Al contrario, il potere arbitrario, la cui prerogativa era quella di sottrarsi a qualsiasi controllo, si fondava esclusivamente su decisioni private non soggette ad alcun rendiconto. Se l'illimitatezza del potere, gestita come imposizione  unilaterale attraverso la violenza, caratterizzava i principi fondanti del governo antidemocratico, la limitazione di quel potere, al contrario, garantiva i principi essenziali della democrazia, poiché solo nel momento in cui i governati consideravano razionalmente il senso compiuto degli atti di governo (la coerenza di un "percorso" con un inizio ed una fine), era possibile che lo controllassero e lo giudicassero. I membri della  polis, nell'esigere un rendiconto dai governanti sull'esercizio del potere,  lo legittimavano dal momento che diventavano parte integrante della formazione della decisione e, di conseguenza, responsabili delle conseguenze che avesse comportato. Se la trasparenza era, quindi, la prerogativa della dimensione pubblica in cui il soggetto agiva in sintonia con la collettività e le decisioni erano prese davanti agli occhi di tutti, la segretezza dell'esercizio del potere, che in ogni modo cercava di eludere quello sguardo(1) per evitare di essere messo in discussione, rappresentava la contraddizione della dimensione pubblica.

 

L'evasione è un movimento. Qualcosa è accaduto.

L'evasione soffia nella realtà, la gonfia e la realtà scoppia in una proliferazione di immagini effimere, deliziose.

Sono voli di trapasso, sono impeti e non si contiene questo traboccare.


Ultime Novità

Pubblicato il 01/03/2017, 20:49
purity-jonathan-franzen Piccoli frammenti di vita vera compongono un mosaico perfetto. Tutti i colori dell'esistenza utilizzati per replicare un'unica scena: come si formano e si trasformano le personalità degli individui a seconda del rapporto avuto con la propria madre. "-...
Pubblicato il 11/11/2016, 20:53
i-frammenti-eraclito-di-efeso "Per quanto tu cammini, i confini dell'anima non potresti mai trovare pur percorrendo ogni via: così è profondo il suo logos." (Eraclito, Frammenti, BUR, 2013)  "L'eternità è un bambino che gioca con le tessere: di un bambino è il...
Pubblicato il 10/11/2016, 22:05
soldati-di-salamina-javier-cercas Incipit a mozzare il fiato. "...è vero che le guerre si fanno per denaro, quindi per il potere, ma i giovani partono per il fronte e uccidono e si fanno ammazzare grazie alle parole in forma poetica, e dunque sono i poeti a vincere sempre le...
© 2017 Nel Segno. All Rights Reserved.

Free Joomla! template by L.THEME

Click to listen highlighted text! Powered By GSpeech