Il problema politico della rete - Democrazia elettronica

 

La critica della democrazia elettronica, pertanto, si fonda sul potenziale impiego delle reti interattive come strumento per sorvegliare (10), controllare e disinformare gli utenti. Le nuove tecnologie permettono di controllare elettronicamente le apparecchiature elettroniche di ogni singolo utente (i canali delle reti convogliano  molte informazioni personali riguardanti il denaro, la salute, eccetera). La Rete,  lo strumento della  comunicazione a  livello planetario,  non è altro che una gabbia invisibile e senza scampo, in cui sono "reclusi" gli utenti: la telematica è la "prigione ottimale" (secondo Foucault, l'idea ed il progetto architettonico del Panopticon, è diventato il modello di uso della tecnologia elettronica al servizio del controllo e dell'esercizio del potere). Se, infatti, la possibilità di leggere, scrivere e comunicare liberamente permette ai cittadini  di detenere un potere che li protegge da quello dello stato, la possibilità di sorvegliare, di invadere la privacy dei cittadini, rafforza il potere  dello stato che confonde, sottomette e controlla i cittadini. Le nuove tecnologie informative e comunicative, soprattutto le "griglie elettroniche integrate", consentono una massiccia estensione e trasformazione dell'idea di controllo totalizzante cui aspirava il principio panottico di Bentham. In realtà, queste tecnologie rappresentano la stessa distribuzione del potere e del controllo, ma liberata dalle limitazioni della struttura architettonica concreta, fatta di pietre e di mattoni . Il fatto che il  Panopticon  non solo  assuma varie forme, ma  consenta anche,  non essendo una "tecnologia neutrale",  che "pochi" controllino "molti", è indicativo, secondo Foucault, del fatto che l'intera società può funzionare come una macchina gerarchica e disciplinare. I computer vanno temuti, quindi, come le armi più pericolose di cui si servirà il potere per imporsi nel futuro.

 

 

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