Il problema politico della rete - Le comunità virtuali

 

Le comunità virtuali, quindi, possono condurre a due esiti contrapposti : aiutare i cittadini a rivitalizzare la democrazia oppure illuderli e sfruttarli con "palliativi e surrogati" (del dibattito democratico, della libertà, dell'autonomia, della conoscenza, ecc….) . Per tale motivo, essere "collegati" deve essere anzitutto un  diritto (16), e mai un privilegio o una concessione del potere, per rendere possibile ciò che mai, nella storia, è stato concesso all'individuo: rendere universale  il proprio pensiero. "Se il cyberspazio sarà privato delle tribune pubbliche, avremo solo quello a cui ci stiamo già abituando: interminabili acquisti da casa, giochi insulsi e chiacchiere in cui non c'è nessuno che dissente. Se la gente ha la possibilità di evitare le discussioni sgradevoli che nascono in queste tribune, collegarsi alla rete diventerà per le élite un altro modo per ignorare le situazioni molto poco virtuali di ingiustizia che esistono nel nostro mondo . Dato che la comunità elettronica crescerà in modo esponenziale nei prossimi anni, sarà meglio per tutti se riusciremo a trovarci un angolo di strada nel cyberspazio"(17). La politica sta cambiando, nel senso che le nuove tecnologie tendono ad erodere la base della grande democrazia rappresentativa degli stati nazionali per sostituirla con una democrazia partecipativa al contempo locale e sovranazionale . Anche lo spazio pubblico si ridefinisce  e diventa il luogo di una consultazione diretta e costante, il cui scopo è quello di migliorare la capacità di comunicazione fra il sistema politico (le istituzioni, i partiti, i gruppi) e le domande che formula la società civile. Per questo, il possibile arricchimento della democrazia derivato dall'uso delle nuove tecnologie consisterà nelle maggiori opportunità offerte ai cittadini, ad ogni livello, sia mettendoli al corrente delle decisioni che si stanno per prendere, sia dando loro la possibilità di intervenire nei processi decisionali con proprie proposte alternative.

Credo che il futuro democratico della nostra società lo determini chi lo vive ora, o meglio, chi, nel presente, ragiona e agisce per realizzarlo.

 

 

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