Arendt, Habermas e la tradizione liberale - Bruce Ackerman

Bruce Ackerman, portavoce di alcuni fondamentali assunti del liberalismo, esprime i termini dell'ideale di legittimità : quando il potere viene messo in questione, viene criticato, quello che conta è che la sua reazione non miri a sopprimere la parte con cui si confronta, ma fornisca  la validità delle motivazioni che autorizzano il suo esercizio . Per Ackerman, il liberalismo è un modo per parlare del potere, una cultura politica del dialogo pubblico basato su regole obbligate di conversazione . L'obbligo più significativo è certo "la regola dell'imparzialità": nessuna ragione avanza senza un discorso di legittimazione . L'imparzialità è la pietra miliare del moderno sistema legale che, diversamente dall'antico diritto consuetudinario, non si pone lo scopo di modellare "eticamente" il carattere, ma cerca di fornire  lo spazio in cui individui autonomi possano sviluppare varie concezioni di bene e di giusto in assenza di interessi precostituiti o di punti di vista preconcetti, valutando in maniera equa tutti i connotati specifici del caso in esame . Il problema nasce quando gruppi diversi, che non condividono la stessa idea di bene, devono risolvere i problemi della coesistenza secondo ragione . Il modello liberale del pubblico dialogo, basato su regole obbligate di conversazione, in questo caso, non è affatto imparziale poiché presuppone la conoscenza dei criteri generali che permettono di distinguere i giudizi di tipo morale da quelli politici, e conduce implicitamente al silenzio gli interessi dei gruppi esclusi. "L'ideale dell'imparzialità sottintende che tutte le situazioni morali vanno trattate secondo le medesime regole . Con la pretesa di fornire un punto di riferimento che tutti i soggetti possano adottare, esso nega la differenza tra i vari soggetti . Postulando un punto di vista morale unitario e universale, in realtà genera una dicotomia tra ragione e sentimento . Opponendo, come fa di solito, fatto contro fatto, in realtà esprime un'impossibilità . Inoltre, l'ideale dell'imparzialità è funzionale all'ideologia dominante in almeno due modi . Primo, la pretesa di imparzialità alimenta l'imperialismo culturale, in quanto consente all'esperienza e all'ottica particolari di gruppi privilegiati di farsi passare per universali . Secondo, l'idea che burocrati e specialisti possano esercitare il loro potere decisionale in maniera imparziale legittima di fatto la gerarchizzazione autoritaria ."2 Il pubblico dialogo richiede di mettere in discussione e ridefinire in continuazione la nozione di bene collettivo e di giustizia come risultato di una serie indeterminata di tentativi in cui si cimenta il pubblico dibattito . Se, da un lato, il principio liberale della neutralità dialogica esprime un fondamentale principio del moderno sistema legale, dall'altro risulta troppo restrittivo e rigido nell'applicarsi alle dinamiche delle lotte per il potere nei processi politici attuali . Una vita pubblica, condotta secondo il principio liberale "dell'imparzialità dialogica", non solo mancherebbe della dimensione agonistica della politica, in senso arendtiano, ma, fatto ancora più pericoloso, potrebbe restringere l'ambito del dibattito pubblico, sfavorendo gli interessi dei gruppi minori od oppressi . "L'ideale dell'imparzialità è un'invenzione idealistica . Infatti, è impossibile adottare un punto di vista non contestualizzato, mentre, se un punto di vista è contestualizzato, allora non può essere universale, non può ergersi in disparte e comprendere tutti i punti di vista . E' impossibile ragionare su questioni morali concrete senza comprenderne la sostanza, la quale presuppone sempre un qualche contesto storico e sociale particolare; a parte il fatto che nessuno avrebbe motivo di emettere un giudizio morale e di risolvere un dilemma morale a meno che il risultato non sia importante per lui o per lei, a meno che una persona non abbia uno specifico e appassionato interesse per quel risultato"3. Tutte le battaglie contro l'oppressione nel mondo moderno cominciano ridefinendo ciò che era stato precedentemente considerato privato, non pubblico (gli affari, la giustizia, i centri di potere) . In questo contesto, il movimento femminile, il movimento pacifista, i movimenti ecologisti, ed i nuovi movimenti di identità etnica, percorrono la stessa strada . Il modello liberale di spazio pubblico trasforma troppo in fretta il dialogo politico di esercizio del potere, di legittimazione discorsiva, in un discorso giuridico riguardo al diritto, rigido alla fluidità del reale .

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