Sembra proprio di stare in paradiso [John Cheever]

Cheever incanta e rapisce anime disarmate. Coglie le sfumature che tu pensi nessuno possa nemmeno immaginare.

"Sears e gli altri ancora sulla pista sembravano godere di quello straordinario senso di innocenza che cattura le persone sulla spiaggia poco prima che faccia buio."

(John Cheever, Sembra proprio di stare in paradiso, Fandango, 2007)

Soltanto una sensibilità superiore può percepire e vivere questo "straordinario senso di innocenza" per trasmetterlo agli altri. L'intensità del percepito, nelle pagine dell'autore, è in continuo crescendo. 

"Sears pensò che fosse la nostalgia a rendere il suo portamento un'esperienza così intensa per lui. Oppure stava diventando vecchio e aveva paura della fine dell'amore. Non riusciva a non pensare alla possibilità di una perdita del genere."

(John Cheever, Sembra proprio di stare in paradiso, Fandango, 2007)

Ad abbattere ogni mia resistenza non sono tanto le immagini elaborate e descritte quanto le sensazioni provate e raccontate. 

"La desiderava, come è facile intuire, da amante e sapeva che una profonda e gratificante consumazione erotica è un solo battere di ciglia verso un'altra anima immortale proprio nel momento in cui l'anima immortale si palesa."

(John Cheever, Sembra proprio di stare in paradiso, Fandango, 2007)

Cheever mi porta via con poco: intensa poesia.

"Quasi tutto ciò che sapeva sull'amore gli era stato rivelato mentre ascoltava il rumore della pioggia."

(John Cheever, Sembra proprio di stare in paradiso, Fandango, 2007)

Intensa poesia espressa sempre con uno "straordinario senso di innocenza".

"In una solitaria fantasia di nomadismo immaginò un mondo in cui uomini e donne comunicavano tra loro servendosi di segnali luminosi e dove lui chiedeva in moglie una sconosciuta solo perché aveva acceso le luci di posizione un'ora prima del tramonto mostrando così una natura accondiscendente e romantica."

(John Cheever, Sembra proprio di stare in paradiso, Fandango, 2007)

Cheever è davvero un viaggio senza ritorno. Le sue parole dissolvono la costrizione che impone il reale per ricreare scenari di futuro aperto e condizionato solo dal nostro entusiasmo.

"Era la più potente sensazione del nostro sentirci vivi sul pianeta. Era il più potente senso di quanto sia singolare, nella vastità della creazione, la ricchezza delle nostre opportunità. La sensazione che quel momento fosse un privilegio esclusivo, il grande privilegio di vivere lì e di rinnovarsi nell'amore. Sembrava proprio di stare in paradiso!"

(John Cheever, Sembra proprio di stare in paradiso, Fandango, 2007)

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