Il buio oltre la siepe [Harper Lee]

Non credo esistano percorsi di crescita umana replicabili nella vita di differenti persone. Di certo, però, esistono persone il cui intervento nella vita altrui, condiziona definitivamente il percorso intrapreso. La persona in grado di consegnare forme di bellezza all'animo altrui, è come se mettesse dei segnali al bivio, indicando, di volta in volta, la strada giusta da seguire. E' la persona che segnala percorsi di vita.

Abbiamo la tendenza a seguire, nelle varie fasi dell'esistenza, gli insegnamenti di coloro che, in qualche modo, ci hanno fatto sentire più felici in un epoca della nostra infanzia in cui eravamo particolarmente sensibili all'ascolto. Una epoca piena di ingenuità e di poesia.

"Dill osservò che era una crudeltà accendere un fiammifero sotto una tartaruga.

"Ma no, serve soltanto a farla uscire dal guscio, mica prende fuoco come legno!" borbottò Jem.

"Come lo sai che il fiammifero acceso non le fa male?"

"Le tartarughe non sentono niente, stupido," disse Jem.

"Perché ,sei mai stato una tartaruga, tu?"".

(Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Feltrinelli, Bergamo (1960) 2011, pag.21)

In questo libro è un padre, Atticus, che disegna giorno per giorno, il percorso che sia suo figlio sia sua figlia dovrebbero seguire per poter diventare, un giorno, un uomo ed una donna di valore. L'obiettivo non è evitare di perdersi nella foresta. L'obiettivo è ritrovare se stessi nelle varie forme di smarrimento quotidiano.

""Prima di tutto," disse, "voglio insegnarti un semplice trucco, Scout, e se lo imparerai andrai molto più d'accordo con tutti: se vuoi capire una persona, devi cercare di considerare le cose dal suo punto di vista..."

"Come hai detto?..."

"Se vuoi capire una persona, devi provare a metterti nei suoi panni e riflettere un poco."".

(Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Feltrinelli, Bergamo (1960) 2011, pag.37)

Atticus insegna il gioco delle prospettive. Insegna il gioco dei ruoli e dell'ascolto, dell'immedesimazione e della libertà.

""Hanno il diritto di pensarlo e hanno il diritto di far rispettare la loro opinione," disse Atticus, "ma prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l'unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza"".

(Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Feltrinelli, Bergamo (1960) 2011, pag.112)

Atticus, nello scorrere del racconto, assume il ruolo di vera e propria guida spirituale. E' un padre che si rivolge ai suoi bambini, ma anche l'adulto dovrebbe ascoltarlo. Ascoltarlo con grande attenzione poiché rimangono sempre spazi di crescita.

"Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. E' raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede.".

(Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Feltrinelli, Bergamo (1960) 2011, pagg.119-120)

Insegnare quindi a scorgere le forme della bellezza di una vita in continuo mutamento. Bagliori, in certi casi, e buio o penombra in altri, con l'animo torcia ad illuminare laddove necessario. A volte, può sembrare una impresa impossibile, altre volte invece assomiglia ad un canto eseguito quasi sovrappensiero. Un canto che solo alcuni riescono a percepire poiché è un misto di poesia e fantasia, di filosofia e di genialità.

"Atticus diceva che con la gente bisogna sempre parlare di ciò che interessa loro e non di ciò che interessa noi...".

(Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Feltrinelli, Bergamo (1960) 2011, pag.160)

E' un compito arduo, soprattutto quando ci si trova a spiegare ai bambini il modo per reggere il peso delle ingiustizie. Bambini sensibili, traditi dall'apparente irrazionalità dell'ingiustizia ma ancora pieni di luce.

""Credo che farò il pagliaccio da grande", annunciò Dill.

Jem e io ci fermammo.

"Sissignore, il pagliaccio," ripeté. "Se la gente è fatta così, l'unico rimedio è ridere alle loro spalle, e così entrerò in un circo e passerò la vita a ridere alle loro spalle."

"Hai le idee molto confuse," disse Jem. "I pagliacci sono tristi: è il pubblico che ride di loro!"

"Be', io sarò un pagliaccio diverso dagli altri. Mi metterò in mezzo alla pista e riderò della gente..."".

(Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Feltrinelli, Bergamo (1960) 2011, pag.223)

 

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