Michel Foucault - L'uso della ragione tra relativismo ed universalismo - L'approccio relativista

Se si considerano la critica e l'illuminismo inscindibili, il compito che ci si pone è quello, in un percorso graduale, di separare il vero dal falso e di ottenere una verità fondata  secondo ragione ( è, per esempio nell'approccio kantiano, il percorso dell'individuo sottoposto all'astuzia segreta della natura). Al  contrario di queste considerazioni elaborate secondo fini universali, Foucault  pratica una cesura tra il concetto di critica e quello di illuminismo ed evidenzia, secondo un approccio relativista, i vari modi in cui il singolo individuo ragiona sulla verità (critica), escludendo ogni riferimento ad una teleologia o ad uno sviluppo progressivo della  storia. Lo stesso illuminismo diventa oggetto di critica. "L'obiettivo, pertanto, non è sapere quel che è vero o falso, fondato o infondato, reale o illusorio, scientifico o ideologico, legittimo o abusivo . Ma è quello di sapere quali sono i legami, le connessioni che possono essere segnalati tra meccanismi di coercizione ed elementi di conoscenza, quali giochi di rimando e di sostegno reciproco si instaurano ; ciò che consente a uno specifico elemento di conoscenza di avere effetti di potere abbinati, in un simile sistema, a un elemento vero o probabile o incerto o falso ; e infine ciò che permette a questo processo di coercizione di acquistare le forme e le giustificazioni proprie di un elemento razionale, calcolato, tecnicamente efficace"(4). Se Foucault accetta la definizione kantiana di illuminismo, come fuoriuscita dallo "stato di minorità" dell'uomo che si serve del proprio intelletto senza la direzione di un altro, si distacca completamente da Kant nel momento in cui conclude  che la differenza introdotta dall'individuo, ovvero ciò che il presente introduce rispetto al passato, non può fare appello ad una totalità o compimento futuro(5) . La ricerca kantiana della certezza della ragione, si trasforma, in Foucault, nella ricerca dei momenti di incertezza, che rimettono continuamente in discussione la ragione . "Critique is what legitimates the authority of reason as opposed to all other authorities . It is the practice that guarantees that reason remains autonomous . Thus what characterizes the Enlightenment in not a set of doctrines deemed to be rational, but a philosophical ethos of critique, of our present and ourselves, and a questioning about how autonomous we are"(6 . Prima che strumento dell'intelletto che ricerca la certezza della conoscenza, la critica foucaultiana è un atteggiamento dell'individuo, è un modo di porsi soggettivo che precede il giudizio. "Come contropartita, o piuttosto come partner e al contempo avversario delle arti di governo, diciamo come modo per sospettarne, per rifiutarle e per limitarle, per individuarne una giusta misura e trasformarle, insomma come modo per sfuggire a queste arti di governo, per allentarne comunque la presa, sia sotto forma di rifiuto ma anche come linea di un differente sviluppo, si sarebbe affermata in Europa una specie di forma culturale generale, un atteggiamento morale e politico, una maniera di pensare che definirei semplicemente l'arte di non essere governati o, se si preferisce, l'arte di non essere governati in questo modo e a questo prezzo . Pertanto proporrei come prima definizione generale della critica la seguente : l'arte di non essere eccessivamente governati"(7) . 

Foucault, elaborando una struttura informale, definisce l'atteggiamento critico "una certa maniera di pensare, di dire e anche di agire, un tipo di rapporto con l'esistente, con ciò che si sa, con ciò che si fa, un rapporto con la società, con la cultura, con gli altri "(8) . E'  il suo punto di vista sull'etica : l'individuo ha il compito di forzare continuamente i  limiti della realtà, anzitutto per comprendere in quale punto è possibile un cambiamento (il superamento dei limiti) e,  poi, per determinare la forma ed i contenuti che questo cambiamento deve assumere . E' la "permanente  riattivazione" dell'atteggiamento critico nei confronti del presente (l'indagine storica degli eventi che condizionano il modo di essere degli individui) affinché si possa estrarre "dalla contingenza che ci ha reso ciò che siamo, la possibilità di non essere, fare, pensare più ciò che noi siamo, facciamo, pensiamo".

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